I fotografi di matrimonio sembrano tutti uguali.

Ma sapete davvero cosa fa la differenza?

Preventivi, pacchetti, numero di fotografie, album, ore di presenza… sembrano aiutarvi a scegliere.

Ma vi stanno davvero aiutando a capire che cosa volete?


Per questo non parto mai da un preventivo. Parto da voi.


Potrei parlarvi subito di stile, reportage naturale, artistico o di qualsiasi altra definizione.

Ma non avrebbe senso.

Perché lo stile, prima ancora che mio, siete voi.

Il servizio fotografico dovrebbe nascere da come siete fatti, da come volete vivere il vostro matrimonio, dalle persone che contano per voi e anche da tutto ciò che non volete durante quella giornata.

C'è una grande differenza tra un servizio adattato a voi e un servizio nato da voi.


01

Quando ricevete un pacchetto già definito, qualcuno ha già deciso in partenza come sarà il servizio fotografico. Potrà certamente adattarlo alle vostre richieste, ma il punto di partenza rimarrà comunque il suo.

Io faccio il percorso contrario.

Prima conosco voi. Poi costruisco il servizio.

Per questo non parto dal numero di fotografie, dalle ore di presenza o dall'album. Parto dalle vostre aspettative, dalle vostre paure, dalle persone importanti e dal modo in cui volete vivere quella giornata.


02

Le belle fotografie sono il minimo. Non la differenza.

È come scegliere una bella location: che si mangi bene dovrebbe essere il minimo. La vera differenza comincia quando scegliete il menù, l'allestimento, i fiori, la mise en place e costruite qualcosa che vi rappresenta.

Perché allora per il servizio fotografico dovrebbe essere diverso?

Non dovreste essere voi ad adattarvi al servizio fotografico.


Dovrebbe essere il servizio fotografico ad essere costruito intorno a voi.


Non dovete crederlo perchè ve lo dico io.

Sono le coppie che hanno già vissuto questo modo di lavorare a potervi raccontare cosa cambia davvero

Tutto questo non può essere improvvisato il giorno del matrimonio


Per sapere quali momenti cercare, devo prima sapere chi conta davvero per voi.
Per capire quando intervenire e quando invece farmi da parte, devo conoscere come volete vivere quella giornata.
Per raccontare le vostre relazioni, devo conoscere qualcosa di quelle relazioni prima che il matrimonio cominci.

È per questo che il mio lavoro non inizia quando prendo in mano la macchina fotografica.


P.E.D. — Persone. Emozioni. Discrezione.

Non è uno stile fotografico. È il metodo con cui costruisco il servizio partendo da voi.


P — PERSONE

Ogni matrimonio è fatto prima di tutto di persone.

Voi, naturalmente. Ma anche le vostre famiglie, gli amici, i testimoni, i colleghi e tutte quelle persone con cui avete costruito relazioni che per voi hanno un significato particolare.

Per questo il mio lavoro comincia conoscendovi e ascoltando i vostri racconti: per capire chi fa parte della vostra storia, quali legami hanno valore per voi e come desiderate vivere quella giornata insieme alle persone che avete scelto di avere accanto.

E, mentre conosco tutto questo, succede qualcosa di altrettanto importante: costruiamo una relazione anche tra noi.

Così il servizio fotografico non viene costruito semplicemente intorno a un matrimonio.

Viene costruito intorno alle persone che lo vivranno.

E — EMOZIONI

Le emozioni più importanti non si possono chiedere. Bisogna riconoscerle quando accadono.

Un abbraccio, uno sguardo, una reazione improvvisa durano pochi secondi. E spesso accadono mentre l'attenzione di tutti è rivolta altrove.

Conoscere prima voi e le vostre relazioni mi permette di capire quali momenti possono avere un significato particolare per voi e di essere pronto quando accadono.

Non per costruirli. Per non lasciarli passare.

D — DISCREZIONE

Il matrimonio deve essere vissuto, non organizzato intorno alle fotografie.

Sapere prima cosa conta per voi mi permette anche di capire quando esserci e quando farmi da parte.

Significa ridurre le interruzioni, evitare di trascinarvi continuamente da una fotografia all'altra e lasciarvi il tempo di stare con le persone che avete invitato per condividere quella giornata.

Io devo adattarmi al vostro matrimonio. Non il vostro matrimonio a me.


Il vostro servizio fotografico comincia molto prima del matrimonio.

Quello che avete visto nelle testimonianze non nasce dalla capacità di arrivare il giorno del matrimonio e “capire al volo” chi siete.

Ci arriviamo preparati insieme.

Quando quel giorno arriva, quindi, non siamo due sconosciuti e io non devo scoprire in quel momento che cosa conta per voi.

Voi potete semplicemente vivere ciò che sta accadendo.


Adesso provate a immaginare di essere voi qui.

03

Il matrimonio che voglio aiutarvi a vivere è questo.

Una giornata in cui potete stare con le persone che amate, ridere, emozionarvi, muovervi liberamente e godervi ciò che avete organizzato per mesi.

Senza dover pensare continuamente alle fotografie.

Perché mentre voi vivete tutto questo, io conosco già ciò che conta per voi, so cosa cercare e posso raccontarlo senza trasformare il matrimonio in qualcosa che non vi appartiene.

E quando quelle fotografie torneranno nelle vostre mani, non vorrei che vi facessero ricordare quanto siete stati bravi a “fare le foto”.

Vorrei che vi facessero ricordare quanto siete stati bene mentre le stavamo creando.


04

Per lavorare così, però, c'è un limite che non voglio superare.

Un servizio costruito intorno alle persone richiede tempo, conoscenza e attenzione prima ancora che arrivi il giorno del matrimonio.

Per questo seguo un solo matrimonio al giorno e un massimo di 30 matrimoni all'anno.

Non è un limite creato per generare urgenza. È ciò che mi permette di dedicare a ogni coppia il tempo necessario per lavorare davvero in questo modo.


Se è così che volete vivere il vostro matrimonio, allora cominciamo da voi.


Raccontatemi qualcosa della vostra storia.

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